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| La
parola Farchia |
Etimologicamente il termine "farchia" potrebbe derivare
da "Fòrchia" che nel dialetto di Palena significa
"caprile" - dal latino "furcula" da cui "farchja",
in relazione alle canne intrecciate che delimitano il caprile nella
stalla; oppure da "Farhjie" - canna palustre con cui si
impagliavano le sedie o si bruciavano le setole del maiale. In abruzzese
comunque "farchie" indica anche una fiaccola di canne oppure
legna intrecciata a mò di falò che si brucia la notte
di Natale o nella festa patronale. Per conseguenza la parola indica
anche l'asta di legno che sostiene il falò bruciato davanti
alle chiese la notte di Natale. Verosimilmente la parola "Farchia"
data l'origine longobarda del paese, si può ricollocare al
vocabolo "Fahren" che significa "portare". Gennaro
Finamore disse che la parola "farchia" è una fiaccola
di canne cioè falcola, la quale è un termine antico
del XII secolo e sta per candela oppure fiaccola. Altra considerazione
è che dalla radice indoeuropea "fac" siano nati poi
in latino "fax" , "facis", "Facula"
e in tedesco "fackel".(DAM di Ernesto Giammarco). |
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| Le
Farchie nel 1950... |
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