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Il Serpentone

Il serpentone è un dolce tipico farese, a forma di serpente. Qualcuno vuole la forma associata al cervone che trova analoghi esempi ad Orsogna e Atessa.

Per Cocchiara il serpente rapprenta "L'ostacolo che l'uomo incontra nella sua ricerca della fonte della immortalità" e la lotta con il mostro ha evidentemente un significato iniziatico: l'uomo deve superare le sue prove per diventare eroe ed avere diritto all'immortalità. Chi non è in grado di vincere il drago o il serpente non può accedere all'albero della vita.

Brosse ricorda che il serpente, in quanto potenza ctonia, era intimamente legato all'albero sacro: l'albero della vita si trova in un luogo inaccessibile, all'etremità della terra... Ed è difeso da un mostro, serpente o drago che ne impedisce l'accesso... Questa triade, primo uomo o l'eroe alla ricerca dell'immortalità, l'albero della vita che può dargliela e il serpente che ne impedisce l'accesso, si ritrova nella maggior parte delle mitologie.

Il serpentone è il dolce tipico che si consuma durante la festa delle farchie, dedicata a sant'Antonio Abate.
La forte connotazione religiosa e di devozione al Santo che assume questa festa lascia ovviamente spazio anche ad una simbologia religiosa del dolce suddetto che rimanda alla connotazione malefica del serpente come alter ego del male.

La sua reificazione sotto forma di dolce ne annulla la maleficità.


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